PALERMO: Integrazione bambini disabili Barbara Evola incontra delegazione slovena

Nell’ambito del Progetto “Special Plus for Us 2015″ (Programma Erasmus +, KA1 action), concernente le attività di formazione, confronto e buone prassi tra Italia e Slovenia sul sistema educativo italiano e sulle relative attività educative di inclusione, dedicate ai disabili in generale e alle persone sorde in particolare, l’Assessore alla Scuola e Realtà dell’infanzia, Barbara Evola, ha incontrato stamattina una delegazione slovena, presso l’assessorato di via Notarbartolo.
La delegazione proveniente da Ljubljana, era formata da cinque docenti che lavorano nella scuola primaria (Ljubljana School for the Deaf): Katja Koprivnikar, Ajda Petric, Andreja Trtnik Herlec, Diana Vali, Vanja Dolenc.
“Sono venuti per conoscere come opera la città di Palermo nell’integrazione dei bambini disabili – ha detto Barbara Evola – e, in particolare, per vedere da vicino la figura dell’assistente specialistico all’autonomia ed alla comunicazione, che affianca l’insegnante di sostegno nello sviluppo del disabile. Abbiamo strutturato un servizio, unico nel suo genere, che gestiamo direttamente come Amministrazione Comunale – ha proseguito l’Assessore alla Scuola – e che finanziamo ogni anno, per l’assistenza specialistica in favore dei minori disabili delle scuole dell’Infanzia, primarie e secondarie di 1° grado, del territorio palermitano”.
Si è discusso, inoltre, dell’apprendimento delle basi delle lingue dei segni dei paesi partner: LIS (Lingua Italiana dei Segni) e International Sign (Lingua dei Segni Internazionale, ovvero la forma linguistica che viene usata negli eventi internazionali dalle comunità sorde che parlano differenti Lingue dei Segni).
Partner Italiano del Progetto è l’A.P.A. (Accademia di Psicologia Applicata ONG), di cui è presidente il dott. Nicolay Catania. Responsabile del progetto, formatrice ed interprete è la dott.ssa Rita Cracolici. Partner Sloveno del progetto, la Ljubljana School for the Deaf. Responsabile e Coordinatore del progetto a Ljubljana la professoressa Vanja Dolenc.